terzariva

attraverso l'altra sponda

Chi sono

Blogger: hellmood

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 18 luglio 2008

Avendomi tralasciato, lo sono. Senza prescindermi da me. Piuttosto una svista. Spinge, ma non penetra. La linea del cerchio, l’uncinetto della Q. Tanti saluti alla punta. Hammerfest. A prova di martello. Ci pensavo ieri, ci pensavo oggi, in mezzo l’estate il sole da soli… l’anno che verrà.
postato da: hellmood alle ore 20:54 | link | commenti
categorie:
giovedì, 17 luglio 2008

le parole
che le lacune
che esprimono
le lagune
la barca
la fronte che
imita
lo specchio
nella brezza
quando il confine
si introduce
esprimendosi
postato da: hellmood alle ore 19:37 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 16 luglio 2008

SECONDA VEGLIATRICE: Parliamo, se volete, di un passato che potremmo non avere mai avuto.
 
Fernando PESSOA, O Marinheiro (tradotto da Antonio TABUCCHI)
postato da: hellmood alle ore 20:47 | link | commenti
categorie: citazioni
martedì, 15 luglio 2008

intrecciarono
le linie
il cammino
che prese
la punta
del dito
intrecciando
le linie che
diedero
il cammino
verso la punta
del dito
verflochten
postato da: hellmood alle ore 21:20 | link | commenti
categorie: poesia
domenica, 13 luglio 2008

al pari di un
post-diluvio
ci ventaglia
leggero leggero
un ramoscello
d’ulivo
nella foggia
d’un alito di vento
portato da
una colomba
nella foggia
di una - aperta -
 
finestra
 
avendo poi
bevuto del vino
si ubriacò
 
genesi nove
ventuno
postato da: hellmood alle ore 19:56 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 12 luglio 2008

t’ho ben
desta
stella che
guardavo
polare
accanto
a me

variante:

 

m’ha ben

desto

stella che

guardava

polare

accanto

a me

 

variante:

 

t’ho ben

desto

stella che

guardavi

polare

accanto

a te

 

variante:

 

postato da: hellmood alle ore 20:04 | link | commenti
categorie: poesia
venerdì, 11 luglio 2008

al mondo
assente non
assentire
ché nella testa
le mille
le mani
da tenere
da lasciare
il momento
in cui
sai di
esserlo stato
 
stacca e
guarda la
massa
oscura
del monte
 
felice!
postato da: hellmood alle ore 19:52 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 09 luglio 2008

soli camminano
sopra terre
non terrene e
come sollevate
da ogni forma
ma sempre buone
e buoni
se mi auguri
soltanto che
sotto il sole di turno
sulla terra di turno
si ponga in essere
quel che “buono”
tu chiami
postato da: hellmood alle ore 19:36 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 08 luglio 2008

ti sembrerà
di chiedere
una cazzata
quando “tutt’
apposto?”
sbotto per
attaccare
il bottone 

il filo ormai
ce l’hai avvolto

altro che
bottoni : non
rispondono
se non per
segnali di
errore

postato da: hellmood alle ore 19:46 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 07 luglio 2008

mangiare ciliegie
davanti alla piscina
abbozzata
acqua stagna
sulla quale
si abbassavano
le rondini
per immergervi
il becco per bere
e riprendere il volo
nel vento che alla fine
accarezzava noi e
le parole dette
 
rivolte al largo
delle campagne
 
in un gioco di
presenze assenze
postato da: hellmood alle ore 20:16 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 05 luglio 2008

I am the sky : I look at : & hell is : where you : won't : to be : but earth : is underneath : always : and that takes : you down

postato da: hellmood alle ore 21:42 | link | commenti
categorie: poesia

un pezzo di strada
attraverso il bosco
sasso che si trova
sul suo bordo
proboscide e becco
testa di gatto e
labbra di ragazza
dall’orecchio
d’un elefante
che tutto sente
 
sollevato e ri-
messo al posto suo
 
la lingua che vive
dei sassi che
pesano i margini
postato da: hellmood alle ore 19:29 | link | commenti
categorie: poesia
giovedì, 03 luglio 2008

quest’ e
quello bra
delle indi-
pendenze
il dì vorace
di femme da
essere un
pursuit non
già for ma
di felicità
 
ovviamente
prima di
arrivare
postato da: hellmood alle ore 19:35 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 02 luglio 2008

la fiamma nera
che sale
verso il cielo
che ti brucia
l’azzurro quasi
dei tuoi occhi
 
tanto era l’azzurro
di sopra
tanto l’azzurro
di sotto
postato da: hellmood alle ore 19:31 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 01 luglio 2008

i piedi cara
una volta
che camminano
camminano
anche quelli
stanchi
può darsi
che solo
loro sanno
per dove
 
e ti sembra
da nessuna
parte
 
            allora
rimani in mezzo
le direzioni
sono quattro
otto sedici
trentadue
sessantaquattro
centoventotto
duecentocinquantasei
cinquecentododici
un mega due mega-
 
galassie
per tiziana
postato da: hellmood alle ore 19:23 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 30 giugno 2008

tornato
nessun da dove
nessun per dove
 
ricorso
inverso
ricorso
 
nessun per dove
nessun da dove
tornato
postato da: hellmood alle ore 20:12 | link | commenti
categorie: poesia
domenica, 29 giugno 2008

e poi si
sta facendo
primavera
qui in
Provenza
 
vecchie lettere
arrivate
un’altra volta
oggi
 
get me to
a beach!!!!!!!
write soon.
 
 
come lo potrei dire io, ora, che lo rileggo, con i 85,8°F qui nella stanza (Tomorrow [May 16, 1977] the temperature is supposed to be in the 90’s.)
postato da: hellmood alle ore 22:43 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 28 giugno 2008

non è possibile
ascoltare “I can
get no satisfaction”
e, allo stesso tempo
guardare le rondini
sopra il paese
fare i loro giri
e giri e giri e giri
postato da: hellmood alle ore 19:36 | link | commenti
categorie: poesia
venerdì, 27 giugno 2008

chi passa
lascia chi
ha lasciato
che si guarda
o si guardano
e non importa
il numero
 
è il luogo
che fa la
compagnia
postato da: hellmood alle ore 19:41 | link | commenti (3)
categorie: poesia
mercoledì, 25 giugno 2008

quello che
le tue parole
mutano
quando vanno
verso di me
e poi di nuovo
via da me
postato da: hellmood alle ore 21:51 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 24 giugno 2008

cillimi
le dita-punte
puntanano
1 mm appena
al di sopra
la spina dorsale
(e le vertebre
7 son cervicali
12 toraciche
5 lombari
osso sacro poi
il coccige)
cocci di tierra
del fuego d’un
più freddo di
quello che bru-
postato da: hellmood alle ore 19:53 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 23 giugno 2008

essere già stato
dove l’occhio
si trova e si
ritrova
nelle punte
delle dita
che si toccano
 
senza poter fissare
quel che vede
e vide e vedrà
 
essere del vedere
: diventare
un ri-vedere
postato da: hellmood alle ore 20:09 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 21 giugno 2008

che si danno inizio
le estati
che ci cacciano
dal silenzio
verso tu-giorni
insaziabili
affamata però la strada
e senza fondo
quel che dura di più
un inseguire poi
e alla fine le notti
che rabbrividendo
sanno del fruscio
che dilata la quiete
riservata anche
a chi ha fretta
 
la quiete prima
del silenzio
postato da: hellmood alle ore 20:25 | link | commenti
categorie: poesia
venerdì, 20 giugno 2008

stupore
 
sguardo
che è
origine
irrepe-
tibile
postato da: hellmood alle ore 21:13 | link | commenti
categorie: poesia

Stavo prendendo un bagno, gli raccontai, circa tre anni fa, assieme ad un giovanotto, il cui corpo, allora, aveva una grazia meravigliosa. Avrà avuto più o meno sedici anni e, solo da molto lontano, si percepivano, causato dalle benevolenze delle donne, le prime tracce di vanità. Avevamo visto a Parigi, per caso, poc’ anzi il giovane che si estrae una spina dal piede; la copia della statua è ben nota e si trova nella maggior parte delle raccolte tedesche. Uno sguardo che, gettato nello specchio grande nel momento di poggiare il piede su uno sgabello per asciugarlo, glielo fece tornare in mente; sorrise e mi disse della sua scoperta. Infatti, nello stesso momento, ebbi la stessa sensazione; ma sia come sia, o per esaminare la sicurezza della grazia che lo assisteva, o per affrontare, in maniera un tantino salutare, la sua vanità: mi misi a ridere e replicai - macché, saranno mica spettri, che vede! Arrossì e alzò il piede una seconda volta per farmelo vedere; ma il tentativo, come era facile prevedere, non riuscì. Confuso ormai, alzò il piede una terza, una quarta volta, e saranno state altre dieci volte: invano! Non era più in grado di riprodurre lo stesso movimento - che dico? i movimenti che stava facendo avevano un elemento talmente comico che facevo fatica a trattenere le risa: -
Da quel giorno, quasi da quel momento in poi, in quel giovane ebbe luogo un cambiamento incomprensibile. Cominciava a mettersi davanti allo specchio per giorni; e perdeva un fascino dopo l’altro. Una forza invisibile e incomprensibile sembrava stendersi, come se fosse una rete di ferro, sopra il libero gioco dei suoi gesti. E, passato un anno, in lui non si avvertiva più traccia della dolcezza che, prima aveva dilettato le persone che lo avevano circondato.
Heinrich von Kleist: Sul teatro delle marionette (traduzione mia)
postato da: hellmood alle ore 20:29 | link | commenti (1)
categorie: poesia, traduzioni, prosa
giovedì, 19 giugno 2008

non c’è niente
che m’avesse fatto
inciampare oggi
neanche le parole
 
infatti
sto ancora volando
postato da: hellmood alle ore 20:34 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 18 giugno 2008

remando e rimando
(non rimo : rimando)
spostando l’acqua
andando avanti
 
per un dove un
da nessuna parte
 
going homers
lo siamo tutti
della specie
melopsittacus
undulata
 
ad me ipse
le melo-itache
postato da: hellmood alle ore 20:28 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 17 giugno 2008

tonfo di
scuro
di monte
laggiù
i ghirigori
di tre lampi
inesorabil
ciel non ne
hai più di
saette così
 
per tutti gli
innominabili
che so
e non so
e che dico
e non dico
postato da: hellmood alle ore 19:49 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 16 giugno 2008

mi moro
di me
di moría
di morsi
dei ma
dei cordi
che rei
son di no
che cospea-
-kui so’
 
(ma non c’entra l’omonimo centro commerciale di Terni - spik it!)
postato da: hellmood alle ore 19:52 | link | commenti
categorie: poesia
domenica, 15 giugno 2008

quel che licenziano
dalle loro mani
le donne
quel che toccando
creato hanno
postato da: hellmood alle ore 19:04 | link | commenti (2)
categorie: poesia